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Vola, Ciampino, Vola!!

domenica 29 marzo 2009, di Marco Bruno


Credevo che avessero battezzato la gara con il nome di “Vola Ciampino” per la velocità del percorso; avevo il dubbio, però, che il nome potesse derivare dalla vicinanza con l’aeroporto. Appena sceso dalla macchina ho capito che né il primo né il secondo motivo erano la causa del nome: il 28 marzo del 2009 il nome alla gara lo da il vento! Vola Ciampino, Vola!! Teso, impetuoso, caldo, fa sventolare e gonfia centinaia di magliette, pantaloncini, canotte, Kway colorati. E’ il popolo della corsa che questa mattina si è radunato per dar vita a questa gara che sta ormai diventando una “classica”.

Ermanno, che un’ora prima della partenza già fa stretching da tempo, mi accoglie sorridendo e mi indica Marcello, guru, leader carismatico, coach, fisioterapista e guida spirituale del gruppo, che insieme a Patrizia distribuisce i pettorali.

Intanto Ermanno, per la serie “noi uomini veri”, mentre continua a fare stretching, mi affascina raccontando qualche episodio della sua maratona del deserto (adesso ho capito perché lo chiamano Rambo). Poi arriva Federica, Agnese. Inizia il riscaldamento. Gira voce che gli organizzatori non abbiano ancora deciso la direzione della gara. Dipenderà dall’intensità del vento che, intanto, continua a farla da padrone. L’aria è afosa, si respira male, si suda subito. Lo speaker chiama alla partenza. Quando arrivo io il gruppo è già compatto. Aleggia un mix di odori che va dal sudore puro a quello delle varie creme miracolose anti contrattura, anti stiramento, anti stress e così via. Voci allegre, scongiuri contro la pioggia, saltelli a rifinitura del riscaldamento. Poi lo sparo.

Difficile iniziare a correre per quanto è fitto il gruppo, poi gli spazi aumentano, si va in discesa, con il vento a favore. Che favola! Primo Km. a 4’08”, secondo a 4’12”. Vola, Ciampino, Vola! Oggi si fa il personale!! Poi una brusca curva, un tratto pianeggiane e poi inizia una leggera salita. Ma non avevano detto che la salita era alla fine?? Mi esce un Km a 4’28, gambe pesanti, manca il fiato. Salita e ancora salita. Mi imballo quasi completamente. Un Km. a 4’40, uno a 4’45. Vento sempre contro, sempre salita. Entro in crisi. Mi consola solo il fatto che vedo in crisi quasi tutti quelli che mi stanno intorno. Altro che personale sui 10 Km.

Mi maledico per quell’avvio troppo sparato! Poi una leggera discesa e riesco a riprendere un passo decente. Faccio un Km. a 4’20”. Poi ancora salita, ma almeno il vento non è contro. Mi supera Patrizia, con il suo passo energico e sicuro. Cerco di starle dietro, ma non ci riesco. Poi vedo davanti Federica, passo composto ed elegante, ma affaticato. E’ in crisi anche lei. La affianco. “Dai Fede, andiamo insieme!!” Finalmente è discesa! Una lunga rassicurante discesa! Vola, Ciampino, Vola! Allungo e le gambe ricominciano a girare. Cerco di accelerare, di recuperare qualcosa. Mi giro e non vedo più Federica.

Ormai si sente odore di traguardo. Capannelli di persone che incoraggiano i malcapitati. Comincio a vedere quelli che hanno già tagliato il traguardo e tornano indietro ad aiutare i compagni più lenti. Quanto mi innervosiscono! Sono testimonianza vivente, tangibile di quanto sono scarso! Ma poi taglio il traguardo anch’io. Il mio Garmin segna 45’45” . Federica taglia il traguardo dopo una manciata di secondi. Marcello ci viene incontro scuro in volto: si è ritirato quasi subito. Correre con l’influenza in una giornata così non riesce neanche al nostro guru.

Ritirato il pacco gara ci avviamo mestamente verso le macchine. Tutti si lamentano per il percorso, per le salite, per il vento. Solo Agnese ha segnato un tempo decente, ma neanche lei è contenta della sua prestazione. Ma ormai è andata.

Ci salutiamo, ci diamo appuntamento al campo. La prossima volta andrà meglio! Si, la prossima volta! Il cuore di un runner è sempre proteso tra passato e futuro, tra il ricordo delle “imprese” di ieri e la speranza dei “successi” di domani. Imprese e successi della propria personale “sfida” con se stessi. Per chi non conosce la corsa è poco. Per noi è tanto


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